È uno dei romanzi più noti dello scrittore del New Jersey, vincitore del premio Pulitzer nel 1998 proprio con questo romanzo. Romanzo a scansione temporale del bel Seymour Levov: le ragazze pon-pon lo chiamano ‘lo svedese’ anche se il nostro è di origine ebraica. Cittadino esemplare, rispettoso delle leggi è orgoglioso di essere americano. Seymour incarna l’ordine, chiede pace e prosperità per gli anni settanta, sovvertito poi dal decennio successivo. Non solo un’allegoria politica, ma anche riflessioni sulla vecchiaia e sulla memoria. I dettagli raccontati sono la forza del racconto: degrado di una città, degrado e rabbia di una generazione. Rabbia di un padre e sua solitudine. Uno scorcio di storia e di rapporti umani, come una pastorale religiosa. Sì, una pastorale americana.
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