SCHEDA | ||||||
titolo | Da zero a infinito, la grande storia del nulla (tit. orig.: "The Book of Nothing") |
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sottotitolo | ||||||
autore | John D. Barrow | |||||
contributi | traduzione di Tullio Cannillo; art director Giacomo Callo; progetto grafico di Gianni Camusso | |||||
edito da | Arnoldo Mondadori [link] | ISBN | 8804489618 | prima edizione | 2001 | |
collana | Saggi | genere | saggio illustrato | |||
caratteristiche fisiche | ||||||
contenuto | Che cos'è il nulla? la risposta è tutt'altro che univoca. La storia del nulla è un seguito di metamorfosi che lo vedono stretto in una rete da cui ha cercato di liberarsi per diventare entità autonoma e incidere sul sistema logico di volta in volta dominante. Ogni tentativo di espellerlo è valso soltanto a creare ostacoli allo sviluppo del pensiero. Ci sono voluti millenni, ma una volta aperta, la strada si è rivelata ricca di scoperte. I primi a dichiarare l'esistenza dello zero sono stati gli indiani, nel II secolo a.C., che hanno potuto farlo in quanto il concetto di «non essere» rientrava nella loro filosofia mistica. Escluso dalla filosofia greca e dalla tradizione giudaico-cristiana, perché considerato una mina vagante capace di scompaginare la logica e l'intera visione del mondo, il nulla come zero fu introdotto in Europa soltanto nel X secoloa opera di Gerberto d'Aurillac, eletto papa nel 999 col nome di Silvestro II. Poi ci vollero ancora seicento anni perché il sistema posizionale indo-arabo completo di zero si imponesse in tutto l'Occidente ... |
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